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Conferenza “ IO BAMBINO, AMICO DI PEPPA PIG, PERCHE’??? “ PDF Stampa E-mail
 
Conferenza “ IO BAMBINO, AMICO DI PEPPA PIG, PERCHE’??? “

 

Nell’ambito delle conferenze su tematiche dell’infanzia, sabato 29 marzo 201si è svolto un ulteriore incontro nei locali della Topolinia School in Acireale.

Il tema proposto dal nostro presidente Lodovico Soresi,  che ha introdotto l’argomento è di particolare interesse e valenza: l’interesse e la valenza educativa o meno che ha suscitato e suscita nei bambini il cartone animato “ Peppa Pig “.

Riporto una nota introduttiva:

Peppa Pig è un cartone animato britannico, diretto e prodotto da Astley Baker Davies. Distribuito in 180 paesi, è rivolto ad un pubblico di bambini e consta di episodi di 5 minuti ciascuno. La prima stagione è del 2004, la seconda stagione è del 2006, la terza stagione è del 2009 e la quarta stagione è del 2011. Questo cartone animato ha avuto un grandissimo successo internazionale.

Le vicende della serie ruotano attorno alla vita di Peppa, una carina e simpatica maialina antropomorfa, e alla sua famiglia, oltre che ai suoi fedeli amici il cui nome inizia con la lettera del nome dell'animale in inglese ad esempio Peppa inizia con la lettera p di pig (maiale). La famiglia di Peppa è composta, oltre che da lei, dal fratellino più piccolo George, da Mamma Pig e da Papà Pig; spesso compaiono anche Nonna e Nonno Pig, e occasionalmente gli altri componenti della famiglia come Chloè Pig (cugina di Peppa Pig), il piccolo Alexander fratello di Chloè e i due zii (Zio Pig, fratello di Papà Pig, e marito di Zia Pig). Della zia Dotty, che viene nominata nell'episodio di Cavallino piè veloce, si sa solo che vive molto molto lontano.

I personaggi, pur avendo caratteristiche umane (sono vestiti, guidano le auto, abitano nelle case) mostrano anche il loro lato animalesco, iniziando quasi sempre le conversazioni con il loro verso, così Peppa e tutta la sua famiglia emettono grossi grugniti. Tema ricorrente nel cartone è quello di saltare su e giù nelle pozzanghere di fango perché, come dice la voce narrante "tutti amano saltare su e giù nelle pozzanghere di fango. Tutti i personaggi del cartone vivono e lavorano in edifici costruiti in cima ad una collina ad eccezione della famiglia di Rebecca coniglio che vive in una casa scavata all'interno della collina come spesso fanno i veri conigli. Al termine degli episodi, tutti i protagonisti scoppiano in una gran risata coricandosi per terra. Viceversa, nel corso degli episodi, a volte i piccoli (George, Richard, Edmond...) reagiscono a qualche inattesa delusione con un pianto fragoroso e copiose lacrime che sgorgano in lunghe linee orizzontali tratteggiate.

La prof.ssa Antonella Trovato ha messo in evidenza la semplicità del disegno dei personaggi, sviluppato su  un piano prevalentemente laterale ( come le raffigurazioni egizie) ed i rapporti dimensionali del paesaggio che sono tipici del modo di disegnare di un bambino dai tre ai cinque anni. Cio’ comporta una notevole aderenza del bambino al cartone animato. La brevità degli episodi ed “ il tutto permesso “ che traspare nelle varie storie rappresentano ulteriori calamite attrattive per i piccoli.

Il prof. Salvo Fichera, laureato in scienze motorie e con passato di atleta e di giornalista, ha sottolineato la componente motoria e stimolante che questo cartone può indurre e la voglia di “ spazi aperti “ ove correre e sporcarsi come i vari personaggi. L’attivazione motoria è certamente un elemento positivo, ma la diversa impostazione dei ruoli: mamma che lavora e quasi sempre impegnata, padre “ casalingo “ che si carica di lavori domestici in antitesi ai  classici ruoli del nostro mondo latino, a volte può determinare un certo disorientamento nell’infante che normalmente vive realtà diverse.

La dott.ssa Letizia Strano, neuropsichiatra infantile,  pur evidenziando alcuni aspetti positivi ed educativi del cartone animato; ha voluto anche sottolineare anche quelli negativi quali la breve durata degli episodi che dà l’idea che nel mondo reale tutto possa essere breve ed ottenibile in poco tempo; la musica che capta l’attenzione del bambino distogliendolo da qualsiasi altra cosa per seguire l’episodio in tv, il far credere che è possibile ricevere il consenso di un genitore anche se in contrasto con l’altro. Tutto ciò crea  l’idea che tutto è raggiungibile facilmente e senza sacrifici, per cui necessita da parte dei genitori una maggiore attenzione e regolamentazione su quello che possono vedere e per tempi limitati, senza far stazionare, per nostro egoismo, i figli davanti al televisore. Peggio, ancora, la tv nella stanza dove il bimbo dovrebbe dormire e non  seguire, involontariamente, programmi strutturati per adulti. Oggi i bambini hanno perso la voglia di scoprire perché hanno visto e vedono di tutto!!! E’  giunto il momento, ha sottolineato in chiusura , di far vivere i bimbi nel rispetto della loro età e del consentito o proibito educativo.

Gli interventi,nel dibattito che ha fatto seguito della dr.ssa Annalisa Marchese Ragona e della ins. Daniela Simon hanno concluso l’interessante incontro.

 Acireale, 30 marzo 2014