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Ittar tra Atene e Catania una difficile eredità PDF Stampa E-mail

Venerdì 20 Marzo, presso la Sala Conferenze del rinnovato Palazzo Platamone (Palazzo della Cultura, ex Convento San Placido) il Kiwanis Club Catania Est, ha organizzato una caminetto dal tema: “Il Romanzo dell’archeologia: Ittar tra Atene e Catania, una difficile eredità”. Dopo il saluto di benvenuto del dott. Salvo Costanzo, direttore dell’Assessorato alla Cultura, che ha sottolineato la propria soddisfazione nei confronti di eventi volti alla valorizzazione dei “grandi nomi” catanesi, ha preso la parola l’On. Prof. Fabio Fatuzzo, Assessore alla Cultura del Comune di Catania, che con incisive dichiarazioni ha espresso il proprio plauso verso iniziative, come quella del K.Catania Est, volte alla promozione della cultura del territorio. A tratteggiare l’excursus che aveva condotto alla scelta e della sede, e dell’argomento trattato, è stato il Presidente, dott. Epifanio Giuffrida, che ha abilmente introdotto la prestigiosa figura dell’arch.Sebastiano Ittar. L’apertura ufficiale dei lavori è stata affidata al prof. Francesco Tomasello, ordinario di Rilievo ed Analisi tecnica di monumenti antichi presso l’Università’ di Catania. Con un discorso puntuale ed attento, il prof Tomasello, nostro socio, ha evidenziato due aspetti di centrale importanza nella comprensione della figura dell’arch. Ittar, vale a dire il rapporto tra Ittar ed Atene ed il significato che assume la ricerca archeologica nella promozione dei reperti antichi. Atene, mito della grecità, rappresenta da sempre una terrazza sul mondo grazie alla sua Acropoli, legame antico tra mito ed immaginazione. Ad essa, il prof. Tomasello, ha paragonato Catania, intesa come luogo in cui arte ed architettura si fondono, come luogo immaginario di un’antica anima. Il “forte” paragone tra la pianta di Catania del 1830 e la medesima del 2005, ha consentito di delineare le evidenti differenze tra la classicità ed i contesti mutati e mutevoli di una città che oggi si potrebbe definire “malata” di urbanizzazione. Interessanti, poi, le riflessioni sullo scavo inteso come “onirico rifugio” e sulle sedi della cultura archeologica, fino ad arrivare alle considerazioni sull’amara realtà vissuta dalla Catania d’oggi in cui il Museo Civico Castello Ursino rimane….<chiuso per inventario>! Il discorso è stato ripreso dalla dott.ssa Francesca Buscemi, archeologa e ricercatrice presso l’Università’ di Catania, recentemente autrice del saggio “L’Atene antica di Sebastiano Ittar: un architetto di Lord Elgin tra Sicilia, Malta e Grecia”.La dott.ssa Buscemi ha esposto, all’interessato pubblico, l’avventurosa esperienza greca vissuta dall’architetto catanese Sebastiano Ittar, agente di Lord Elgin, esperienza inquadrabile nel contesto storico culturale dell’epoca dei “viaggi al Levante” volti all’esportazione della cultura. Supportata da immagini di grande efficacia, l’esposizione dei fatti, pressoché inediti, ha consentito di conoscere, anche attraverso una minuziosa biografia dell’architetto, una nuova esperienza d’arte, una nuova archeologia “a scala umana”. Ittar e i rilievi dei monumenti dell’Acropoli, Ittar e l’Hephoisteion del Partenone, Ittare la sua attenzione verso i Propilei dell’Acropoli, Ittar e L’Eretteo, Ittar e il tempio d’Athena Nike, Ittar e la “querelle” del conte di Elgin, Thomas Bruce, che considerato impropriamente predone, per aver trasportato al British Museum i c.d. “marmi di Elgin”, in realtà ebbe il merito d’aver sottratto le sculture del Partenone alla certa frantumazione per opera dei Turchi che volevano renderle calce per le proprie case ( “Lord Elgin, predone…che ha saccheggiato le misere reliquie di una terra sanguinante.”-Byron-).Grazie alla dott.ssa Buscemi ed alla sua “architettura archeologica” si è scoperto un Ittar inedito, vittima di giudizi ingenerosi, desideroso di far conoscere la propria esperienza di studio e le proprie planimetrie, uomo dai grandi sodalizi intellettuali e certamente pioniere per la nuova arte Neoclassica. Come molti…<Nemo profeta in patria> poiché la sua fortuna non fu mai commisurata al valore della sua opera. Alcuni interventi, a seguito del dibattito, hanno concluso la serata che ha posto l’accento sulle alterne vicende di Ittar, europeo dell’est, emblema della capacità di ricostruzione di una Catania inserita in un contesto di riformismo settecentesco europeo.

melania reina

 

            

 


 

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