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Burundi, dall’acqua allo sviluppo della comunità

Il Progetto “Acqua fonte di vita e di sviluppo” si è concluso!Oltre a fornire accesso all’acqua potabile a circa 1.150 famiglie, ha permesso di intraprendere un percorso di sviluppo che ha reso protagonista la comunità locale fin dall’inizio.

Insieme ad AMU e Casobu, l’Ong burundese da anni partner di AMU nei progetti per lo sviluppo delle comunità locali, hanno preso parte al percorso la Chiesa e i vescovi burundesi, COPED Caritas Burundi, il Governo, con il Ministero responsabile del settore acqua e le autorità provinciali, ma soprattutto gli abitanti della collina di Rukanda che hanno messo a disposizione la loro manodopera, i loro beni, con l’impegno a custodire e manutenere i beni comuni che si stavano costruendo. In tal senso 24 persone sono state formate per sensibilizzare gli altri componenti della comunità sulla gestione del bene comune e 74 persone, organizzate in 35 comitati, sono state formate per assicurare un’adeguata gestione dei punti d’accesso all’acqua.

Con l’apporto fondamentale di tutti gli attori coinvolti, sono stati costruiti 24,8 km di acquedotti e infrastrutture, 8 serbatoi, 39 fontane, tra singole e multiple, per far sì che l’acqua dalle due sorgenti disponibili potesse arrivare in prossimità delle abitazioni di 1.150 famiglie di Bururi, ed infine sono stati realizzati 20 servizi igienici ecologici, modello sperimentale per alcune famiglie locali.

Grazie ai serbatoi e alle fontane di prossimità, le donne e i bambini non devono più percorrere ore ed ore di strade e sentieri scoscesi, per raccogliere acque nemmeno troppo pulite, specialmente dopo le piogge. Ora ogni casa dista al massimo 500 metri da una fonte di acqua pulita e potabile. Ora, l’acqua che esce dalle fontane è limpida e purificata, anche quando piove.

La disponibilità di acqua potabile e l’uso corretto delle latrine ecologiche, che permettono il riutilizzo dei rifiuti organici in agricoltura, miglioreranno le condizioni igienico-sanitarie della popolazione e permetteranno la diminuzione delle malattie e delle morti causate da parassiti intestinali.

Il progetto “Acqua fonte di vita e di sviluppo”, oltre a prevedere un percorso di accompagnamento legato alla salute e all’igiene, per liberare e stimolare il potenziale di sviluppo della comunità stessa ha ideato un percorso di formazione sul micro credito comunitario. Si tratta di un sistema di risparmio e di credito gestito in piccoli gruppi in cui ciascun componente partecipa con una piccola somma che, insieme al contributo di tutti, va a costituire un fondo dal quale ciascuno potrà attingere, a turno, per avviare una attività generatrice di reddito. Chi usufruisce di una “quota” si impegna poi a restituirla con i proventi della nuova attività.

Questa parte del progetto ha ottenuto risultati ben sopra le aspettative: su 15 gruppi previsti, sono stati avviati 23 gruppi di micro-credito comunitario, per un totale di 572 persone coinvolte, della collina di Rukanda, con una percentuale di donne pari al 66%. Su 300 prestiti previsti, i membri dei gruppi di micro-credito comunitario hanno potuto già ottenere 1.184 prestiti. L’importo relativo ai risparmi dei membri è di 22.091.200 BIF (circa 11.000€).

L’impegno di AMU accanto a CASOBU e alla popolazione burundese continuerà e garantirà tutto il supporto possibile perché le comunità locali diventino le protagoniste del proprio sviluppo,  artefici e custodi del proprio cambiamento come è successo grazie al progetto “Acqua fonte di vita e sviluppo”

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AMU