/CONFERENZA 19 FEBBRAIO 2010 CENTRO FIERISTICO “LE CIMINIERE” Sicilia 1943: Sbarco alleato, mafia e servizi segreti americani. Quale verità?

CONFERENZA 19 FEBBRAIO 2010 CENTRO FIERISTICO “LE CIMINIERE” Sicilia 1943: Sbarco alleato, mafia e servizi segreti americani. Quale verità?

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Sicilia 1943: sbarco alleato, mafia e servizi segreti americani. Quale verità?”. Questo è stato il tema discusso in un meeting del Kiwanis Catania Centro aperto dal presidente dott. Nino Franchina, relatori l’on. Enzo Trantino e il dott. Ezio Costanzo. Trantino, principe del foro catanese, che ha calcato le scene politiche italiane per oltre mezzo secolo con dignità e competenza, con la sua oratoria che affascina l’uditorio, ha detto tra l’altro che “quando
si seppe che le autorità americane svuotarono le carceri dei detenuti eccellenti (ergastolani e affini) con destinazione Palermo, per aiutare il governo alleato nella scelta di persone “giuste” alla guida di città e paesi, sembrò incredibile, ma gli storici del fenomeno dissero e scrissero: è la ragione di Stato”. Nel panorama
siciliano si verificò che ex gerarchi fascisti, militi, volontari per la guerra di Spagna, dimenticando il loro passato abbracciarono la fede comunista. I fieri nemici delle mafia – ha affermato – vanno a chiedere addirittura al capo mafia, acclamato capo democristiano, assicurazioni per un comizio senza rischi. Ezio Costantino, giornalista, scrittore e appassionato cultore di storia patria e che ha fatto studi profondi sullo sbarco degli alleati in Sicilia, ha asserito che le forze preponderanti degli anglo-americani (si tratta di un imponente corvoglio di oltre duemila navi coinvolte nello sbarco, che hanno martellato a cannonate giorno e notte le coste siciliane, di nove divisioni di fanteria e artiglieria e di uno gigantesco numero di mezzi corazztati, e di centinaia di “fortezze volanti” che scaricavano ogni giorno migliaia di tonnellate di bombe su città e paesi) sono stati agevolati ed aiutati nell’invasione della Sicilia dalla mafia siculo-americana, con a capo il boss dei boss Lucky Luciano, nato a Lercara Freddi (Palermo) nel 1907 e trasferitosi a 10 anni con la famiglia in America, dove col passar degli anni divenne il più temuto gangster d’oltre Atlantico, insieme a Vito Genovese, Frank Costello ed Albert Anastasia. Manipoli di uomini d’onore, di minor calibro dei mensionati, vennero addestrati in una base marocchina e poi inviati in Sicilia per preparare il terreno allo sbarco, prendendo contatti con la mafia siciliana e fornendo ai servizi segreti americani mappe, foto e indiscrezioni. I nostri soldati si sono battuti da leoni insieme ai tedeschi nella Sicilia orientale, mentre l’occupazione nella parte occidentale dell’isola, appurata culla della mafia, è stata molto più facile. (Antonio Di Paola)