/«Continuate a donare sangue», così radio e televisioni diffondono il messaggio di AVIS

«Continuate a donare sangue», così radio e televisioni diffondono il messaggio di AVIS

«Donare il sangue è l’unico modo per garantire terapie ai pazienti cronici e salvaguardare il nostro Sistema sanitario nazionale». È l’ennesimo appello che gli organi di stampa, nella fattispecie la trasmissione “L’aria che tira” in onda su La7, raccolgono dal presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola.

Ospite lunedì 16 marzo dello spazio condotto da Myrta Merlino, il presidente ha ribadito ancora una volta quanto già espresso nei giorni scorsi: «I malati che avevamo prima, li abbiamo anche ora – spiega – ecco perché è necessario continuare a donare il sangue. I pazienti come i talassemici, o coloro affetti da leucemia, hanno bisogno di costanti trasfusioni e non possiamo permetterci di far calare le scorte». Briola ha sottolineato la «sicurezza garantita ai donatori, anche alla luce del fatto che in Italia la maggior parte delle donazioni vengono effettuate nelle sedi associative di Avis o di altre organizzazioni, un fattore che, in questo momento, mette le persone al riparo da eventuali contagi nelle strutture ospedaliere».

L’intervento su La7 ha poi rappresentato l’occasione per trasmettere il video girato nella Casa dei Donatori di Sangue di Bologna per la campagna #escosoloperdonare, lanciata da AVIS Nazionale in collaborazione con le sedi Provinciale e Comunale di Bologna, proprio per ribadire l’importanza, soprattutto in questo momento, di continuare a fare la propria parte per garantire scorte sufficienti per i pazienti e le attività ospedaliere.

Non c’è rischio di contagio perché è stato accertato che, a differenza di altre forme virali, il Coronavirus non viene trasmesso attraverso l’attività trasfusionale. La voce di Avis è diventata, ormai da settimane, la voce di tanti, tantissimi, organi di informazione. In un periodo storico in cui la paura generale la sta facendo da padrona, televisioni, radio e quotidiani stanno sostenendo a gran voce il lavoro durissimo che la nostra associazione sta svolgendo durante queste settimane. Soprattutto in territori simbolo dell’emergenza, come ad esempio la Lombardia, prima regione italiana per numero di donazioni che rifornisce le zone più in difficoltà.

Da Radio Uno a La7, passando per Tg2, Tg3 e Tg5, il presidente di AVIS Nazionale ha spiegato ripetutamente perché sia fondamentale non interrompere l’attività dei donatori: «La circolare del ministero della Salute ha inserito la donazione di sangue ed emocomponenti tra le “situazioni di necessità” per le quali è possibile uscire di casa. Dobbiamo evitare una cosiddetta “onda lunga” delle mancate donazioni – aveva dichiarato nel suo intervento a “Tra poco in edicola” di giovedì notte su Radio Uno – Se infatti per quel che riguarda i globuli rossi potevamo stare relativamente sereni, lo stesso non si può dire per il plasma. Non andare a donare significa ridurre la quantità di sangue intero e le donazioni di plasma da cui ricavare i farmaci salvavita che consentono a migliaia di pazienti di curarsi e vivere. Se l’approvvigionamento dovesse continuare a calare, il problema diventerebbe preoccupante».

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